L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 235/2025, ha chiarito come funziona l’IVA sulle carte prepagate carburante, uno strumento sempre più utilizzato da privati e aziende per fare rifornimento in modo semplice e controllato.
Il chiarimento è importante perché evita doppi addebiti IVA e rende più trasparente l’utilizzo delle carte prepagate per il carburante.
Carte carburante prepagate: come funzionano
Le carte prepagate carburante possono essere:
- nominative,
- ricaricabili,
- utilizzate per effettuare rifornimenti successivi presso la stazione di servizio.
Il cliente carica un importo sulla carta e lo utilizza quando fa benzina o gasolio, in base al prezzo del carburante del momento.
Il dubbio sull’IVA
Fino ad oggi, in alcuni casi:
- al momento della ricarica della carta veniva emessa fattura con IVA;
- al rifornimento poteva nascere il dubbio di una nuova applicazione dell’imposta.
Questo meccanismo rischiava di generare confusione e costi non corretti per il cliente.
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate
Secondo l’Agenzia delle Entrate, le carte prepagate carburante sono da considerarsi “buoni multiuso”.
In parole semplici significa che:
- al momento della ricarica non si conosce ancora quanta benzina verrà acquistata;
- la quantità dipende dal prezzo del carburante al momento del rifornimento.
Per questo motivo:
– l’IVA si applica solo quando fai effettivamente il rifornimento,
– non quando ricarichi la carta.
Cosa cambia per il cliente finale
Per chi utilizza le carte carburante prepagate, il vantaggio è concreto:
- maggiore trasparenza fiscale;
- niente rischio di pagare l’IVA due volte;
- IVA applicata correttamente solo sul carburante realmente acquistato.
Se in passato sono state emesse fatture con IVA al momento della ricarica, i gestori possono regolarizzare la situazione e recuperare l’imposta versata in eccesso.
Più chiarezza e tutela per chi fa rifornimento
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate mette un punto fermo:
le carte prepagate carburante sono uno strumento sicuro, semplice e fiscalmente corretto per il cliente finale.
L’IVA viene pagata solo quando fai benzina, in base al prezzo reale del carburante, garantendo correttezza e trasparenza.